Un casco protegge. È un'evidenza. Ma protegge davvero contro tutti i tipi di impatto?
È questa la domanda che un neurochirurgo svedese si è posto più di trent'anni fa. Una riflessione che ha profondamente trasformato la progettazione dei caschi moderni, che si tratti di caschi da bici o di caschi da sci. Oggi, tutti i caschi conformi alla norma CE EN 1078 offrono un livello di protezione che risponde ai requisiti di sicurezza in vigore. La tecnologia MIPS® aggiunge uno strato di protezione supplementare, concepito per contribuire a ridurre alcune forze rotazionali che possono verificarsi durante gli impatti obliqui.
A prima vista, tutti i caschi sembrano funzionare allo stesso modo: una calotta esterna abbinata a una schiuma capace di assorbire l'energia di un impatto. Tuttavia, quando ci si interessa alla biomeccanica reale dei traumi cranici, emerge una sfumatura essenziale. Non tutti gli impatti sono puramente frontali. E non tutti i traumi provengono unicamente da un impatto diretto.
È proprio da questa constatazione che è nata la tecnologia MIPS®.
Una constatazione nata in sala operatoria
Negli anni '90, il professor Hans von Holst, neurochirurgo a Stoccolma, prende in carico numerosi pazienti vittime di traumi cranici in seguito a incidenti in bici o sugli sci.
Un dettaglio ricorre regolarmente: alcuni indossavano comunque un casco al momento dell'incidente.
Il problema non era quindi semplicemente l'assenza di protezione. La questione era più complessa. Perché il cervello poteva comunque subire lesioni importanti nonostante un casco omologato avesse assorbito l'urto?
La risposta risiede nel modo in cui gli incidenti si verificano realmente.
Contrariamente agli scenari semplificati a lungo utilizzati nei test di laboratorio, la testa non colpisce quasi mai il suolo perfettamente in verticale. Durante una caduta sugli sci, scivola sulla neve, ruota insieme al corpo prima di arrestarsi bruscamente. In bici, arriva generalmente con un'angolazione, scivola sull'asfalto o su una roccia, e ruota prima dell'arresto improvviso.
Questo movimento crea ciò che i ricercatori chiamano forze rotazionali. In altre parole, il cervello subisce non soltanto una decelerazione, ma anche un rapido movimento di rotazione all'interno del cranio.
Oggi, queste accelerazioni rotazionali sono considerate uno dei principali meccanismi coinvolti nelle commozioni cerebrali e in alcune lesioni traumatiche diffuse.
I caschi tradizionali svolgono già estremamente bene il loro ruolo contro gli impatti lineari diretti grazie alla loro schiuma assorbente EPS (Expanded Polystyrene). Per contro, sono stati a lungo concepiti principalmente per assorbire un'energia verticale. I movimenti di rotazione erano molto meno presi in considerazione, che si parli di un casco da sci o di un casco da bici.
Hans von Holst decide allora di esplorare un nuovo approccio. L'obiettivo non è più unicamente assorbire l'urto, ma anche ridurre una parte delle forze rotazionali trasmesse al cervello.
Una tecnologia ispirata al cervello umano
Per sviluppare questa idea, Hans von Holst si associa a ingegneri e ricercatori del KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma.
Il loro punto di partenza è affascinante: il cervello possiede già un proprio sistema naturale di protezione.
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il cervello non è fissato rigidamente al cranio. Galleggia in un liquido chiamato liquido cerebrospinale. Questo liquido gli permette di muoversi leggermente durante un impatto e di dissipare una parte delle sollecitazioni meccaniche.
Il principio del MIPS® è direttamente ispirato a questo meccanismo biologico.
L'obiettivo è semplice: consentire un micro-movimento controllato all'interno del casco al fine di limitare alcune forze rotazionali prima che vengano trasmesse al cervello.
Dopo diversi anni di ricerca biomeccanica, di sviluppo e di test, nasce il sistema MIPS®, acronimo di Multi-directional Impact Protection System.
Come funziona realmente la tecnologia MIPS®
L'efficacia del casco durante un urto in bici è un dato di fatto ormai assodato. Per andare ancora oltre, Cairn e MIPS® hanno sviluppato insieme un casco ancora più sicuro per la tua testa. Le statistiche sugli incidenti mostrano che, nella maggior parte dei casi, le cadute e gli urti producono un impatto angolare (inferiore a 90°) sulla testa. Questi impatti detti "rotazionali" possono essere all'origine di lesioni gravi nel cervello. Il sistema MIPS® (Multi-directional Impact Protection System) è concepito per assorbire questa forza rotazionale al fine di ridurne l'impatto sul cervello.
In un casco dotato di MIPS®, un sottile strato a bassa frizione è posizionato tra la schiuma EPS di protezione e la fodera interna a contatto con la testa.
Nella vita quotidiana, questa tecnologia resta praticamente impercettibile. Non modifica né il comfort generale del casco, né la sua ventilazione, né la sua tenuta.
Il suo ruolo si manifesta unicamente durante un impatto obliquo.
Durante i primi millisecondi dell'urto, questo strato consente un leggero spostamento relativo tra la testa e il casco, generalmente di qualche millimetro. Questo micro-scivolamento aiuta a reindirizzare e dissipare una parte dell'energia rotazionale prima che venga interamente trasmessa al cervello.
Su scala umana, il fenomeno è estremamente rapido. Un battito di ciglia dura circa 100 millisecondi. Il sistema MIPS® agisce in soli pochi millisecondi.
Questo movimento è invisibile per l'utilizzatore, ma può modificare il modo in cui alcune forze meccaniche raggiungono il cervello durante una caduta.
Perché questa tecnologia è particolarmente rilevante negli sport outdoor
Nella realtà, gli incidenti sono raramente netti, lineari o prevedibili.
In bici, le cadute si verificano spesso in curva, dopo una perdita di aderenza, durante una frenata d'emergenza o dopo un contatto laterale. In MTB, le radici, le rocce e i cambi di appoggio generano frequentemente impatti obliqui. Su strada o in gravel, la velocità aumenta considerevolmente l'energia coinvolta in una caduta.
Negli sport invernali, la problematica è ancora più evidente. La neve e il ghiaccio favoriscono naturalmente gli scivolamenti e le rotazioni del corpo prima dell'impatto finale. Uno sciatore che cade in curva, uno snowboarder che affronta una carve troppo stretta o un freestyler che sbaglia un atterraggio: in tutti questi casi, la testa scivola spesso sulla superficie prima di arrestarsi bruscamente. È proprio in queste frazioni di secondo che interviene il MIPS®.
In tutti questi scenari, un casco classico assorbe già gran parte dell'urto diretto. Il MIPS® aggiunge una protezione supplementare specificamente pensata per i movimenti di rotazione presenti negli incidenti reali.
In concreto, la tecnologia MIPS® apporta una protezione complementare in quattro situazioni tipiche:
• Una caduta in bici in curva con scivolamento laterale della testa sull'asfalto
• Un impatto MTB su terreno irregolare dopo l'aggancio di una radice o di una roccia
• Una caduta sugli sci o in snowboard su neve dura o ghiacciata con rotazione del corpo
• Qualsiasi impatto obliquo ad alta velocità, indipendentemente dalla disciplina
Cosa mostrano gli studi scientifici
Le ricerche recenti in biomeccanica confermano l'importanza delle accelerazioni rotazionali in numerosi traumi cranici.
Diversi studi hanno osservato che i caschi dotati di sistemi rotazionali come il MIPS® riducono alcune misure legate ai movimenti angolari della testa durante gli impatti obliqui.
Uno studio pubblicato nel 2024 sul *Chinese Journal of Traumatology* ha mostrato in particolare una diminuzione misurabile delle accelerazioni rotazionali in test che confrontavano caschi MIPS® con caschi convenzionali in scenari di impatto obliquo.
Questi risultati non significano ovviamente che un casco MIPS® impedisca tutte le commozioni cerebrali. Nessun casco oggi può garantire una protezione assoluta contro i traumi cranici.
Per contro, i dati scientifici attuali suggeriscono che, a parità di progettazione, un sistema rotazionale apporta un reale beneficio biomeccanico in alcuni tipi di incidenti.
Il MIPS® non sostituisce i fondamentali
È importante ricordare che nessuna tecnologia compensa un casco scadente o un casco mal regolato.
La qualità complessiva di progettazione resta determinante. La capacità di assorbimento della schiuma EPS, la copertura della testa, la stabilità, la tenuta e la regolazione svolgono un ruolo fondamentale nella protezione reale.
Un eccellente casco senza MIPS® proteggerà sempre meglio di un casco mal progettato dotato di questa tecnologia.
Il MIPS® deve quindi essere considerato per ciò che è realmente: un miglioramento supplementare che va a completare un casco già performante.
I caschi Cairn dotati della tecnologia MIPS®
Cairn propone diversi modelli che integrano la tecnologia MIPS® a seconda della disciplina.
In MTB, l'Edge MIPS® e il Rift MIPS® sono concepiti per i terreni tecnici dove gli impatti obliqui sono i più frequenti. L'EDGE MIPS® si rivolge ai rider esigenti che cercano il massimo livello di protezione sui sentieri. Il RIFT MIPS® è destinato ai biker abituali che non vogliono scendere a compromessi sulla sicurezza. Entrambi integrano una costruzione in-mold, ovvero una calotta in policarbonato (PC) fusa a caldo con la schiuma EPS, che garantisce un insieme al tempo stesso leggero e resistente.
Su strada e gravel, l'ATOM MIPS® integra la tecnologia su un casco pensato per le lunghe uscite ad alta velocità, dove l'energia coinvolta in una caduta è la più elevata.
Per lo sci e lo snowboard, Cairn propone anche modelli dotati della tecnologia MIPS® per rispondere alle esigenze degli sport invernali. Su neve dura o ghiacciata, gli impatti obliqui sono particolarmente frequenti e le forze rotazionali particolarmente elevate. Un casco da sci come il RISE MIPS® o l'XPLORER MIPS® apporta qui una protezione complementare che acquista pieno senso, che siate sciatori della domenica o rider esperti che si muovono su terreni vari.
Conclusione
Scegliere un casco MIPS® non significa cercare una protezione miracolosa. Si tratta piuttosto di aggiungere uno strato di sicurezza supplementare pensato a partire dalla biomeccanica reale dei traumi cranici.
Gli impatti perfettamente verticali esistono soprattutto nei laboratori. Nella vita reale, che si sia su un single track in bici o sulle piste innevate, gli incidenti implicano quasi sempre movimenti obliqui e rotazionali. Il MIPS® risponde a questa realtà con una soluzione discreta, scientificamente comprovata e accessibile su caschi di qualità.
E quando si tratta di proteggere il cervello, pochi millisecondi possono talvolta fare una differenza considerevole.
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