L'ULTRA RUN RARAMURI: UN'AVVENTURA FUORI DAL COMUNE
Vanessa Morales si è lanciata in una sfida straordinaria: partecipare all'Ultra Run Raramuri, un ultra-trail mitico nel cuore dei canyon messicani.
Un evento che ha atteso per mesi, preparato con serietà e passione. Per la nostra ambasciatrice, si trattava del suo primo ultra-trail e non uno dei meno impegnativi: 190 km da percorrere in condizioni estreme.
Ecco il racconto intenso della sua esperienza, tra superamento di sé, dubbi e perseveranza.
LA PARTENZA: TRA EUFORIA E PRIME DIFFICOLTÀ
Ore 7 ora locale, a Barrancas del Cobre. La musica risuona, i Raramuris, i corridori internazionali, gli organizzatori. Tutto è riunito per vivere una corsa fuori dal comune.
Il conto alla rovescia è iniziato, il cuore batte forte. Vanessa sente un'ondata di euforia. Ma fin dai primi istanti, un imprevisto: il suo GPS si rifiuta di registrare il tracciato del percorso. Due tentativi, due fallimenti. Capisce immediatamente che l'avventura sarà più complessa del previsto.
Prende la testa della classifica femminile e si posiziona nel mezzo del gruppo maschile. Rapidamente, realizza che non ci sarà una vera competizione femminile. Sceglie allora un altro stato d'animo: godersi l'avventura, vivere l'attimo presente, senza obiettivo di tempo, solo scoprire.
UN TRATTO DI STRADA CONDIVISO
Durante le prime 3 ore, Vanessa corre accanto a Johan Steene e Pavel Paloncý. Il trio avanza insieme fino alle prime grandi salite, dove i ragazzi accelerano, lasciandola sola nel cuore delle montagne messicane senza GPS.
Si perde una prima volta, la segnaletica è molto discreta. Dopo 25 minuti di vagabondaggio, ritrova il percorso prima di essere raggiunta da due nuovi compagni, Thierry Corbarieu e Jérôme Chauvin. Insieme affrontano il caldo opprimente: oltre 40°C nel fondo del canyon.
Dopo diverse ore, Thierry scompare, perdendosi a sua volta. Vanessa continua infine con Jérôme, formando un duo solido per 80 km. Jérôme la consiglia, la incoraggia e la motiva, un vero mentore in questo ultra.
PERSA NEI CANYON: IL MOMENTO DI DUBBIO
Cala la notte, torna il fresco ma la difficoltà si intensifica. Vanessa deve gestire la fatica, le salite interminabili e l'orientamento.
Le balise sono rare, a volte invisibili. Moltiplica i viaggi avanti e indietro, perdendo tempo ed energia preziosi.
A un certo punto, si ritrova completamente persa. Nessuna traccia, nessun punto di riferimento. Decide di aspettare altri corridori. Sono infine tre Raramuris che la raggiungono. Insieme cercano la direzione giusta per più di un'ora fino a quando scompaiono improvvisamente, correndo a tutta velocità nella direzione opposta, senza spiegazione.
Sola, esausta e preoccupata, Vanessa crolla. Per alcuni minuti, pensa che la sua corsa sia finita. Ma rifiuta di arrendersi. Si riprende, sale fino al punto più alto e dopo più di tre ore di vagabondaggio, ritrova finalmente il villaggio e il tracciato del percorso.
LA SECONDA VITA: NON MOLLARE
Di ritorno sul sentiero, Vanessa arriva al CP5 con 10 km in più del previsto e una stanchezza immensa. Ma una buona notizia la motiva: i Raramuris che l'avevano lasciata indietro non sono ancora passati. Riparte immediatamente, decisa a finire davanti a loro.
Il seguito è una vera lotta contro se stessa: discese ripide, salite interminabili, passi falsi che si accumulano, allucinazioni dovute all'esaurimento. Parla con gli scorpioni, incrocia sagome strane ma continua.
L'accoglienza calorosa di una famiglia Raramuri al CP6 le ridà energia. Un abbraccio del capofamiglia, qualche parola di incoraggiamento e riparte, caricata a molla per affrontare gli ultimi chilometri.
L'ARRIVO: UNA VITTORIA SU SE STESSA
Dopo ore di sforzo, dubbi, solitudine e superamento, Vanessa attraversa finalmente la linea d'arrivo. Un misto di soddisfazione e delusione: felice di aver terminato, ma frustrata dai suoi errori da principiante, in particolare l'assenza di GPS.
Ma in fondo, l'essenziale è altrove: ha affrontato la sfida. Ha spinto oltre i suoi limiti, si è adattata a ogni imprevisto e ha vissuto un'esperienza unica, a contatto con una natura selvaggia e corridori incredibili.
L'Ultra Run Raramuri rimarrà per lei un momento fondante, un apprendimento prezioso e un'avventura che non dimenticherà mai.